I future sul greggio Brent si sono rafforzati giovedì, con i contratti di dicembre in rialzo del 2,65% o 2,88 dollari a 111,70 dollari al barile, dopo aver toccato in precedenza un picco di sessione di 112,68 dollari. La tenuta dei prezzi coincide con una mutata prospettiva da parte di Citi, che ora prevede rischi al rialzo per i benchmark globali nonostante il miglioramento dei volumi di esportazione dal Medio Oriente.
Questa posizione segna un netto distacco rispetto alla linea tenuta dalla banca d'investimento tre mesi fa, quando aveva previsto un calo del Brent tra i 60 e i 65 dollari al barile entro la fine dell'anno, secondo quanto riportato da OilPrice.com.
Citi ha sottolineato che la ripresa delle esportazioni non si traduce immediatamente in offerta accessibile per i consumatori. L'istituto ha osservato che movimentare il greggio fuori dal Golfo e consegnarlo alle raffinerie a costi sostenibili rimangono sfide operative distinte.
Gli attriti logistici continuano a condizionare i flussi fisici: Citi segnala che oltre 1 milione di barili al giorno di greggio del Golfo è stato oggetto di trasferimenti nave-nave tra imbarcazioni, complicando il transito marittimo verso i mercati finali.