I contratti di novembre per il greggio West Texas Intermediate (WTI) hanno evidenziato significative fluttuazioni di prezzo nel corso della settimana. Le dinamiche di mercato sono state spinte in direzioni opposte, creando un andamento fortemente altalenante.

Da un lato, l'aumento delle disponibilità di greggio dall'area del Golfo Persico ha esercitato una pressione al ribasso. L'Arabia Saudita ha ripristinato i propri canali di esportazione e altri produttori si sono riorganizzati per aggirare le interruzioni precedentemente osservate nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato da OilPrice.com.

Questo incremento dell'offerta di greggio offre respiro ai venditori, ma il più ampio mercato dei combustibili presenta un quadro differente. Tensioni e rigidità persistono nei comparti di gasolio, benzina e jet fuel. La Russia ha limitato le proprie esportazioni di diesel, mentre la Cina ha ridotto la disponibilità di carichi di prodotti raffinati destinati all'export.

Ad alimentare il sentiment rialzista si sono aggiunte giovedì notizie che indicano un'escalation delle tensioni geopolitiche. Gli Stati Uniti starebbero schierando un terzo gruppo d'attacco di portaerei nella regione.

La combinazione di questi fattori delinea un mercato diviso tra un'ampia offerta di greggio da una parte e, dall'altra, un quadro ristretto sui prodotti raffinati unito a crescenti rischi in Medio Oriente, contribuendo alla volatilità riscontrata sul WTI.