I benchmark del greggio si sono mantenuti stabili vicino ai recenti massimi, dopo un consistente rally registrato all'inizio di questa settimana. Questa forza delle quotazioni è attribuita a una segnalata intensificazione della disputa tra Stati Uniti e Iran, in particolare per quanto riguarda gli attacchi alle petroliere operative nel Golfo Persico.

L'Iran ha dichiarato che le proprie forze hanno colpito navi da guerra e petroliere statunitensi all'interno del Golfo Persico. Al contrario, gli Stati Uniti hanno rivendicato di aver colpito dieci petroliere battenti bandiera iraniana, secondo quanto riportato da OilPrice.com.

Al momento della stesura di questo articolo, il Brent veniva scambiato a 101,04 dollari al barile. Contemporaneamente, il West Texas Intermediate (WTI) era quotato a 96,09 dollari al barile, riflettendo la reazione del mercato alle tensioni geopolitiche.

Teheran ha indicato che eventuali attacchi statunitensi alla propria flotta di petroliere porterebbero a un'ulteriore escalation del conflitto, delineando prospettive volatili per la sicurezza marittima regionale. La risposta o le intenzioni degli Stati Uniti a seguito di questi eventi segnalati non sono state specificate nel materiale di partenza.